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Wyylde La plus excitante des expériences de couple

L’amante marocchino.

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Sono in grado di leggere il francese ma purtroppo non sono in grado di scrivere. L’argomento “candaulisme” mi eccita molto e amo creare storie di pura fiction, sogni mai realizzati e fantasie varie. Scrivendo in italiano spero di non trasgredire alle regole del sito e di fare cosa gradita ai lettori che potranno anche utilizzare qualche traduttore online. Questa è la prima storia che ho scritto ma conto di scriverne altre se naturalmente lo gradirete.

L’amante di mia moglie è un muratore marocchino. E’ un bell’uomo, quarantenne, prestante sia fisicamente che sessualmente.
L’abbiamo conosciuto due anni fa quando venne a fare dei lavori a casa nostra.
Mia moglie Laura, anche se tra i cinquanta e sessant’anni era (ed è ancora) una donna desiderabile e lui cominciò a corteggiarla spudoratamente anche in mia presenza. La cosa, inizialmente, mi diede fastidio ma poi cominciò a farsi strada in me il perverso desiderio di vederla posseduta da quell’uomo.
Ne parlai con Laura che, in un primo tempo si scandalizzò ma poi, un po’ per la mia insistenza e un po’ perché l’uomo diventava sempre più audace, finì per cedere.
Il marocchino ormai frequenta la nostra casa da allora e viene a trovarci circa due volte al mese di sabato.
Quando cominciò, mia moglie, era appena entrata in menopausa e, per sicurezza, lo obbligavamo ad usare il preservativo. Dopo qualche mese decidemmo di fare tutto in libertà per il godimento di tutti.
Laura dopo i primi rapporti quasi forzati cominciò a prenderci gusto ed ebbe una profonda metamorfosi.
Da quando gode intensamente con lui, si sente in colpa nei miei confronti ma io la rassicuro perché, anche a me, la cosa, procura emozioni grandissime.
Il nostro amico è una persona rozza, a volte, anche maleducata e spesso penso di metterlo definitivamente alla porta ma poi non lo faccio pensando che quel suo atteggiamento irriverente faccia parte del godimento che ne traggo.
Quando giunge il sabato in cui lui viene, Laura ed io siamo già eccitati sin dal pomeriggio facendo i preparativi.
Accendo il caminetto e stendo davanti ad esso un tappeto di pelo lungo bianco rigorosamente ecologico. Laura, intanto, prepara la cena tenendo conto delle esigenze religiose del nostro amico. Quando l’ambiente è ben caldo, Laura si prepara. Di solito mette un vestitino corto e leggero e sotto ad esso un piccolissimo perizoma che copre appena il taglio della fica ma dal quale spunta il folto pelo. Prima di conoscere il marocchino, Laura si depilava completamente ma lui da subito ha preteso che si lasciasse crescere il pelo.

Al suono del campanello vado io ad aprire. Lui mi saluta “cordialmente” con un “ciao cornuto”
Entra, mi porge il cappotto e poi abbraccia Laura. I due si baciano oscenamente infilando le loro lingue l’uno nella bocca dell’altro. Le loro mani accarezzano i loro corpi. Laura massaggia l’uomo nella patta dei pantaloni ottenendone un’immediata erezione mentre lui infila la mano sotto la gonna di lei per palpeggiare il sesso ormai umido. Dopo qualche attimo Laura, gemendo, piega le gambe e allora lui la sostiene massaggiandola con decisione. Per Laura è il primo orgasmo della serata. Io, defilato, mi accarezzo a mia volta con molta attenzione a non godere e finire il gioco ancora prima ancora di cominciare.
Durante la cena, l’uomo, racconta di essere in volontaria astinenza ormai da dieci giorni per poter offrire più sperma a Laura e, indirettamente, a me.
Ad ogni portata, quando Laura è accanto a lui, allunga le mani e le apre il vestitino facendole uscire una mammella che poi accarezza e lecca avidamente. Credo che Laura sia ormai completamente bagnata.
Finita la cena si avviano insieme verso la sala dove il caminetto fa un caldo boia. Laura si sfila il vestitino e guardo da dietro il suo splendido culone solcato dalla cordellina del perizoma. I due si tengono abbracciati e si baciano. Vorrei seguirli ma devo prima sparecchiare e spazzare per terra. Sento la musica e so che stanno ballando cominciando a strofinarsi l’uno contro l’altra. So anche che Laura, eccitata ma ancora in grado di connettere, temporeggia per darmi modo di finire i miei lavori e far parte del gioco senza perdere fasi importanti.
Quando entro nella sala aggiungo un po’ di legna nel caminetto, mi spoglio completamente nella penombra, mi siedo nella mia poltrona preferita e comincio a masturbarmi, sempre con cura.
Laura è già nuda e il marocchino indossa solo lo slip. Mia moglie mi lancia uno sguardo, sorride e lentamente sfila all’uomo l’ultimo indumento che indossa. Si inginocchia e comincia ad accarezzare il bel cazzo scuro. I due sono bellissimi così nudi ed osceni illuminati dalle fiamme del camino. Laura ora lo succhia avidamente e vedo il cazzo dell’uomo uscire luccicante dalla bocca della mia donna. Laura, quando siamo soli, mi dice che quel cazzo ha un sapore diverso dal mio, ha un sapore aspro, inebriante che quasi la fa godere senza essere toccata. Vedo l’uomo in piedi mentre Laura si siede e si piega all’indietro per raggiungere il culo del marocchino. Gli apre le natiche e infila la lingua nell’intimità posteriore. Lui non è certo insensibile a questa carezza orale e allora piega le gambe gemendo, pronunciando parole sconce. “Sei una vacca !!, sei una troia...fermati che mi fai godere !!” Ben presto i due si ritrovano nella posizione del sessantanove con Laura sotto. Lui la apre e infila la sua lingua, lei geme e la sento godere come una pazza. Nell’aria della stanza sento l’afrore di sudore che proviene dai loro corpi ormai lucidi per l’eccitazione e per il caldo che il camino emana.
Ora però viene il momento topico. La monta. Laura, quando siamo solo noi mi dice sempre una frase “Tu mi fai l’amore, lui mi monta e mi fa sentire davvero una vacca”.
Ecco, lei si inginocchia e lui la prende da dietro. La sbatte con forza e lei gode urlando. So già che dopo un po’ si sfilerà e appoggerà quel magnifico cazzo davanti all’ano di mia moglie. In questo e un maestro. La penetra lentamente e sempre più forte. Laura geme dice che le fa male ma poi gli va incontro come se volesse far entrare anche le palle. Dalla mia posizione non vedo la penetrazione ma sento i due corpi sbattere uno contro l’altro. Laura viene sodomizzata per diversi minuti ma il marocchino non vuole godere in quell’antro. Quando si sfila, mia moglie, si stende e lui le va sopra e la penetra nella fica. Lui la monta cambiando continuamente ritmo. Ora lento e dolce, ora più veloce e violento. E’ il momento in cui vado a posizionarmi dietro loro per vedere quel bel cazzo che appare e scompare nella fica della mia donna. Lei lo abbraccia con le gambe sulle natiche e geme come una pazza. Quando lui comincia a fare movimenti scoordinati capisco che è vicino a godere. I suoi non sono gemiti ma il ruggito di un leone. Le sue natiche si contraggono e alla fine resta piantato in fondo al sesso di mia moglie. Vedo le cosce opulente di Laura che tremano in un orgasmo che sembra non finire mai. Lui la sta riempiendo del seme di una decina di giorni.

I due restano abbracciati, immobili, ansimanti. Due animali che hanno appena goduto.
Dopo qualche minuto lui si sfila e vedo il suo cazzo scuro imbrattato di sperma. La fica di mia moglie rimane spalancata ma non esce nulla perché l’uomo le ha goduto troppo in fondo.
Lui, chiamandomi sempre “cornuto” mi invita a prendere il suo posto e a cibarmi del suo sperma. Mi dice anche di non scomodarmi che la strada per uscire la conosce. Poi si infila nel bagno.
Strisciando vado a stendermi accanto a lei che ancora sta ansimando. Ci accarezziamo e lei mi sussurra “ti amo”. Si alza e si mette sopra al mio viso. Solo in quel momento, quando lei è in posizione verticale comincia ad uscire lo sperma dell’amante. Scende sulle cosce di lei in rivoli bianchi e cremosi. Lo raccolgo con un dito e lo porto alla bocca. Sentiamo la porta di casa che si richiude. E’ il marocchino che se n’è andato. Laura si china e mi offre la fica da bere. E’ un liquido denso, appiccicoso, lei geme e io lecco avidamente, mi riempio la bocca, le apro le natiche e lei urla di smetterla che le fa male. Si alza di nuovo, indietreggia e va ad impalarsi sul mio cazzo ormai sul punto di scoppiare. Bastano due o tre movimenti e mi svuoto in lei mescolando il mio sperma a quello del marocchino rimasto ancora copioso dentro di lei. Godo, finalmente godo mentre lei mi bacia e poi, esausto resto immobile tenendola tra le braccia.
Lei mi accarezza dolcemente e mi sussurra “sei un porco !”.
“Solo io !!???...dai andiamo a farci una doccia va !!!”

4 Commentaires

  • Buon giorno

    e grazie per l’espressivo racconto , molto visuale : è facile imaginarsi tua moglie "montata" ! e mi piace la finale coi due sussurri cosi’ contrastati ma cosi’ profondamente "candaulisti : quel primo "ti amo" e poi l’ultimo "sei un porco " !

    Aspetto con molto piacere altri racconti ... E poi è l’occasione di rammentare ed arrichire nostro vocabolario erotico italiano !

  • Très beau récit..superbe..continuez comme ça..

  • Merci, merci, merci a BoisDeNèfles.

  • Je peux lire le français mais malheureusement je ne peux pas écrire. Le sujet "candaulisme" m’excite beaucoup et j’aime créer des histoires de pure fiction, des rêves jamais réalisés et des fantasmes divers. Ecrire en italien J’espère ne pas transgresser les règles du site et faire plaisir aux lecteurs qui peuvent aussi utiliser un traducteur en ligne. C’est la première histoire que j’ai écrite mais j’écrirai aux autres si vous l’aimerez naturellement.

    L’amant de ma femme est un maçon marocain. C’est un bel homme de quarante ans, à la fois physiquement et sexuellement.
    Nous l’avons rencontré il y a deux ans lorsqu’il est venu travailler chez nous.
    Ma femme Laura, même si dans les cinquante et soixante ans elle était (et est toujours) une femme désirable et il a commencé à la courtiser sans vergogne même en ma présence. La chose m’a d’abord agacé, mais le désir pervers de la voir possédée par cet homme a commencé à faire son chemin.
    J’ai parlé avec Laura, a été choqué au début, mais ensuite, un peu pour mon insistance et un peu parce que l’homme était de plus en plus audacieuse, a fini par céder.
    Le Marocain a visité notre maison depuis lors et vient nous rendre visite environ deux fois par samedi.
    Quand il a commencé, ma femme venait d’entrer dans la ménopause et, pour des raisons de sécurité, nous l’avons forcé à utiliser un préservatif. Après quelques mois, nous avons décidé de tout faire pour le plaisir de tous.
    Laura après les premières relations presque forcées a commencé à nous prendre goût et a eu une profonde métamorphose.
    Comme il jouit intensément avec lui, il se sent coupable envers moi mais je la rassure car, même pour moi, la chose, procure de grandes émotions.
    Notre ami est une personne grossière, parfois même grossier et souvent je pense que de le mettre en permanence sur la porte mais ne le font pas penser que son attitude cavalière fait partie du plaisir que je dessine.
    Quand il vient samedi quand il vient, Laura et moi sommes déjà excités par l’après-midi à faire des préparatifs.
    J’allume la cheminée et tiens devant lui un tapis de longs cheveux blancs strictement écologiques. Laura, pendant ce temps, prépare le dîner en tenant compte des besoins religieux de notre ami. Quand l’environnement est très chaud, Laura se prépare. Habituellement, elle met une robe courte et légère et en dessous un très petit pagne qui couvre juste la coupe de la chatte, mais d’où sort les cheveux épais. Avant de faire connaissance avec le marocain, Laura était complètement rasée mais il a immédiatement exigé que les cheveux poussent.

    Au son de la cloche je vais ouvrir. Il me salue "cordialement" avec un "bonjour cocu"
    Il entre, me tend son manteau puis embrasse Laura. Les deux s’embrassent de façon obscène, mettant leurs langues dans la bouche de l’autre. Leurs mains caressent leurs corps. Laura masse l’homme dans le rabat du pantalon et obtient une érection immédiate pendant qu’il met sa main sous sa jupe pour toucher le sexe désormais mouillé. Après quelques instants, Laura, en gémissant, plie les jambes et puis il la soutient, la massant avec détermination. Pour Laura c’est le premier orgasme de la soirée. Bref, je me caresse très soigneusement pour ne pas profiter et finir le jeu avant même de commencer.
    Pendant le dîner, l’homme raconte qu’il a été volontaire d’abstinence pendant dix jours pour pouvoir offrir plus de sperme à Laura et, indirectement, à moi.
    A chaque cours, quand Laura est à côté de lui, elle tend les mains et ouvre la robe, lui laissant sortir une poitrine qu’elle caresse et salue. Je pense que Laura est maintenant complètement mouillée.
    À la fin du dîner, ils vont ensemble vers la pièce où la cheminée fait un pendu chaud. Laura enlève sa robe et regarde en arrière son cul magnifique, sillonné par la ficelle du string. Les deux se tiennent les bras et s’embrassent. Je voudrais les suivre mais je dois d’abord nettoyer la table et balayer le sol. J’entends la musique et je sais qu’ils dansent et commencent à se frotter l’un contre l’autre. Je sais aussi que Laura, excitée mais encore capable de se connecter, tarde à me donner l’opportunité de finir mon travail et de faire partie du jeu sans perdre des phases importantes.
    Quand je rentre dans la pièce, ajouter un peu de bois dans la cheminée, je me déshabille complètement dans l’ombre, je suis assis dans mon fauteuil préféré et a commencé à se masturber, toujours avec soin.
    Laura est déjà nue et le marocain porte seulement les slips. Ma femme me regarde, sourit et prend lentement le dernier vêtement qu’elle porte à l’homme. Il s’agenouille et commence à caresser la belle queue sombre. Les deux sont beaux tellement nus et obscènes illuminés par les flammes de la cheminée. Laura suce maintenant avec avidité et je vois la bite de l’homme qui sort de la bouche de ma femme. Laura, quand nous sommes seuls, me dit que le coq a un goût différent du mien, a un goût aigre et ivre qui lui fait presque jouir sans être touché. Je vois l’homme debout tandis que Laura s’assied et se penche pour atteindre le cul du marocain. Il ouvre ses fesses et insère sa langue dans l’intimité postérieure. Il n’est certainement pas insensible à cette caresse buccale et plie ensuite ses jambes en poussant des mots sales. "Vous êtes une vache !!, vous êtes une salope ... arrêtez de me faire plaisir !" Bientôt, les deux se retrouvent dans la position de soixante-neuf avec Laura dessous. Il l’ouvre et lui colle la langue, elle gémit et je la sens comme une folle. Dans l’air de la pièce je sens l’aura de sueur qui vient de leurs corps qui brille maintenant d’excitation et de la chaleur que dégage la cheminée, mais maintenant vient le moment d’actualité. Les montures Quand nous sommes seuls, Laura me dit toujours une phrase « Tu me fais aimer, il me monte et me fait me sentir comme une vache. » Ici, il s’agenouille et il la prend par derrière. Il la frappe fort et elle aime crier. Je sais déjà qu’au bout d’un moment il va décoller et mettre ce magnifique coq devant l’anus de ma femme. En cela et un enseignant. Il pénètre lentement et de plus en plus fort. Laura lui dit que ça lui fait mal mais elle va vers lui comme si elle voulait laisser les balles aussi. De ma position je ne vois pas la pénétration mais je sens les deux corps se heurter l’un contre l’autre. Laura est sodomisée pendant plusieurs minutes mais le marocain ne veut pas profiter de cette grotte. Quand il sort, ma femme se couche et il va sur elle et pénètre sa chatte. Il le monte en constante évolution du rythme. Maintenant lent et doux, maintenant plus rapide et plus violent. C’est le moment où je vais me positionner derrière eux pour voir cette belle queue qui apparaît et disparaît dans la chatte de ma femme. Elle l’étreint avec ses jambes sur ses fesses et gémit comme une folle. Quand il commence à faire des mouvements non coordonnés, je comprends qu’il est proche de profiter. Ce ne sont pas des gémissements mais le rugissement d’un lion. Ses fesses se contractent et finissent par rester plantées au fond du sexe de ma femme. Je vois les cuisses opulentes de Laura trembler dans un orgasme qui ne semble jamais se terminer. Il la remplit des graines d’une douzaine de jours, les deux restent enlacés, immobiles, haletants. Deux animaux qui viennent de s’amuser, après quelques minutes il s’envole et je vois sa bite noire enduite de sperme. La chatte de ma femme reste grande ouverte mais rien ne sort parce que l’homme en a trop profité, il m’appelle toujours "cocu", il m’invite à prendre sa place et à me nourrir de son sperme. Il me dit aussi de ne pas me déranger que la route pour sortir la connaisse. Puis il se glisse dans la salle de bain en essayant de s’allonger à côté d’elle qui haletait encore. Nous nous caressons et elle murmure "je t’aime". Il se lève et se met sur mon visage. Seulement à ce moment, quand elle est dans une position verticale commence le sperme de l’amant. Il descend sur ses cuisses dans des ruisseaux blancs crémeux. Je le ramasse avec un doigt et le porte à ma bouche. Nous entendons la porte de la maison se refermer. C’est le marocain qui est parti. Laura se penche et m’offre une chatte à boire. C’est un liquide épais et collant, elle gémit et je me lèche avec gourmandise, je remplis ma bouche, j’ouvre ses fesses et elle crie pour l’empêcher de la blesser. Il se lève à nouveau, recule et va s’empaler sur ma bite maintenant sur le point d’éclater. Deux ou trois mouvements suffisent et je me vole en elle, mêlant mon sperme à celui du marocain qui reste encore copieux en elle. Godo, enfin se réjouir comme elle me embrasse, puis, épuisé position tenant toujours entre braccia.Lei me caresse doucement et me dit tout bas « vous êtes un cochon ! ». « Juste moi !! ??? ... Allez allons prendre une douche va !!! "

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